Poggio ai Laghi presenta il suo enologo attraverso un'intervista esclusiva, per scoprire più da vicino la filosofia, la visione e la passione che guidano ognuna delle sue creazioni.
Alessandro Cellai, enologo di fama internazionale, ha ricevuto oltre 80 riconoscimenti Tre Bicchieri (il massimo riconoscimento della guida Gambero Rosso) e numerosi piazzamenti nella Top 100 Wines of the World di Wine Spectator. Con decenni di esperienza e una reputazione di eccellenza, è oggi una delle voci più autorevoli della scena enologica mondiale.
Tutto è nato dalla mia amicizia con Francesco, che risale a molti anni fa. Mi ha raccontato di questo splendido progetto e mi ha chiesto se fossi disponibile a supportarlo sul lato enologico. Il suo entusiasmo e il modo in cui me lo ha descritto mi hanno colpito così profondamente che ho deciso di accettare e diventare parte di questa meravigliosa avventura.
Poggio ai Laghi è un progetto ambizioso, pensato in particolare per un pubblico internazionale. Dal punto di vista enologico, credo sia essenziale interpretare al meglio questo territorio. Ho avuto la fortuna di avere Giacomo Tachis come mentore, il quale definiva un grande vino come l'unione di tre anime: quella del vitigno, quella del terroir e quella dell'enologo. Portare l'essenza di questo straordinario terroir in ogni bottiglia di Poggio ai Laghi è, a mio avviso, la chiave del successo.
È un territorio unico, il che mi rende doppiamente felice di far parte di questo progetto. Qui qualsiasi vitigno può raggiungere una grande struttura pur mantenendo freschezza e bevibilità. È, probabilmente, il terroir ideale per qualsiasi enologo: permette all'uva di esprimersi al massimo senza perdere quelle qualità che, oggi più che mai, sono richieste sul mercato, in Italia come nel mondo.
Potete aspettarvi un'interpretazione autentica di questo territorio, con il mio stile personale: quel tocco di eleganza e bevibilità racchiuso in una parola—equilibrio. L'equilibrio rappresenta la sintesi di tutto ciò che ho imparato nei vent'anni trascorsi accanto al mio mentore, Giacomo Tachis, il più grande enologo di tutti i tempi.
Quando Francesco mi ha parlato di questa idea, sono rimasto subito colpito, soprattutto a livello umano. Sono orgoglioso di far parte di un progetto che, attraverso le sue etichette, racconta la storia di figure femminili radicate nella nostra tradizione. Questo mi dà ancora più motivazione e senso di responsabilità nel mettere il meglio dell'eccellenza enologica del territorio in ogni bottiglia.
Il ruolo dell'enologo è sempre stato importante, ma oggi lo è ancora di più, per due motivi principali.
Il primo è che l'enologo non può più essere soltanto un tecnico che trasforma le uve in vino: deve essere capace di creare un'esperienza nel bicchiere. Il vino non è più solo nutrimento, come lo era 50 o 60 anni fa, ma un elemento di convivialità. Riuscire a trasformare un momento condiviso in qualcosa di indimenticabile fa davvero la differenza. Se un vino riesce a toccare qualcuno, non solo rende quel momento memorabile, ma diventa anche un ricordo positivo, che il consumatore vorrà ricercare di nuovo per rivivere quel piacere.
Il secondo motivo è che il mercato sta attraversando un profondo cambiamento, e l'enologo deve saperlo interpretare. Non si tratta di una moda passeggera, ma di una trasformazione in atto da anni: la percezione del vino oggi è diversa rispetto a 15 o 20 anni fa. La qualità media è cresciuta enormemente in tutto il mondo, grazie alla tecnologia e alla conoscenza; questo significa che la vera sfida non è più soltanto produrre un vino tecnicamente corretto, ma distinguersi con uno stile capace di trasmettere emozione, rispondendo al tempo stesso alle nuove esigenze del mercato.
Per questo, oggi più che mai, il ruolo dell'enologo è centrale per il successo di una cantina.
Quando si lavora come enologo consulente all'interno di una cantina, l'obiettivo principale è sempre contribuire in modo significativo alla soddisfazione della proprietà. Il mio sogno qui a Poggio ai Laghi è creare vini capaci di trasmettere quella soddisfazione, interpretando fedelmente il carattere del territorio. Poiché la cantina è pensata soprattutto per un pubblico internazionale, desidero che i vini di Poggio ai Laghi diventino veri ambasciatori di questo luogo.
L'obiettivo è portare questa essenza nel mondo ed essere responsabili di quell'emozione che nasce a Poggio ai Laghi e arriva in America, Asia, Cina, Australia… ovunque vogliamo che arrivi. Questo, in poche parole, è il mio sogno qui a Poggio ai Laghi.